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Sistemi innovativi di fitodepurazione per la salvaguardia dell'ambiente

Gazzetta ambiente - numero 1 - anno 2019

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Attività antropiche quali l'agricoltura, la zootecnia, l'urbanizzazione e l'industrializzazione hanno determinato una continua ed elevata immissione di sostanze inquinanti nell'ambiente impattando negativamente sulla qualità degli ecosistemi acquatici e terrestri, causando perdita della biodiversità, danni economici e alla salute umana.
Per far fronte a questo problema, negli anni, sono numerose le risposte che si sono prese in considerazione sia a livello normativo sia a livello tecnologico.
In questo contesto si inserisce il fitorimedio, una delle principali linee di ricerca dell'Orto Botanico dell'Università di Roma Tor Vergata, che rappresenta una biotecnologia in cui vengono sfruttate la naturali capacità delle piante che sono in grado di estrarre, sequestrare, trattenere o degradare le sostanze contaminanti dai suoli e dalle acque.
Ci sono diversi processi di fitorimedio, sfruttati dall'uomo, che si possono individuare nelle piante:
Fitoestrazione: processo mediante il quale le piante sono in grado di estrarre il contaminante dalla amtrice contaminata e traslocarlo all'interno della sua biomassa ipogea od epigea;
Fitostabilizzazione: il contaminate viene stabilizzato al livello radicale della pianta;
Fitovolatilizzazione: la sostanza inquinante viene traslocata nella biomassa epigea della pianta e ne viene alterata la sua forma chimica e quindi rilasciata nell'ambiente tramite traspirazione;
Fitodegradazione: la sostanza inquinante viene degradata dalla pianta all'interno o all'esterno dei propri tessuti;
Fitostimolazione: la pianta produce determinate sostanze a livello radicale, che consentono la decomposizione dell'agente contaminante da parte dei microrganismi associati ad essa.

L'impiego di questi impianti di fitorimedio consente la ricostruzione di zone artificiali la cui principale utilità risiede nella rimozione degli inquinanti dalle acque e dai suoli inquinati, attraverso la restituzione di parte della capacità autodepurante tipica degli ecosistemi stessi.
Numerosi sono i vantaggi che si possono trarre dall'utilizzo di questa biotecnologia: costi di realizzazione e di gestione limitati; consumi energetici ridotti o nulli; ottimo inserimento paesaggistico; incremento della biodiversità locale; riutilizzo delle biomasse di scarto per approvvigionamento di energia rinnovabile; semplicità gestionale; utilizzo per scopi didattici/ricreativi.
La ricerca nel campo del fitorimedio cerca appunto di far fronte e porre rimedio a questi svantaggi, nel corso del tempo si cercano continuamente nuove metodologie per migliorarne l'efficienza.

Già da qualche anno l'Università di Tor Vergata si è distinta come Ateneo sostenibile insediando un Comitato per l'attuazione della mission e della vision di Ateneo a favore dello sviluppo sostenibile per applicare questo valore alla didattica e alla ricerca e collaborando con la "Rete italiana Università per la Sostenibilità" (RUS) creata dalla CRUI. Recentemente è stato istituito l'Ufficio per lo Sviluppo Sostenibile con il ruolo di Focal point cui far convergere tutti i progetti di sviluppo sostenibile dell'Università.
Tra i vari progetti, nell'articolo viene illustrato, in una scheda, quello più ambizioso: la Città della Conoscenza e dell'Innovazione per il recupero e la valorizzazione dell'ex Città dello Sport.