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Salvaguardia e tutela dell'architettura fortificata

Gazzetta ambiente - numero 4 - anno 2018

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L'Istituto Italiano dei Castelli è un'organizzazione culturale, nata nel 1964 ed eretta in Ente Morale, riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, nel 1991. Oggi è una ONLUS associato a un organismo europeo patrocinato dell'Unesco, l'Internationales Burgen Institut, ora Europa Nostra-Internationales Burgen Institut.
Gli scopi dell'Istituto sono la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione dell'architettura fortificata. Esso si occupa infatti di tutte quelle architetture – torri, castelli, caseforti, città fortificate, rocche, forti, bastioni, conventi fortificati, mura e così via – nate per esigenze difensive.
Queste architetture sono esposte a un grande pericolo, perché tutte hanno perso la loro originaria funzione. Infatti una chiesa o un palazzo, pur se antichi, possono essere utilizzati ancora oggi, con alcuni accorgimenti, per gli stessi scopi per cui sono nati. Vi si può cioè sentir messa, o abitare. Ma un edificio nato cinque o seicento anni con funzioni militari non può essere utilizzato oggi per fare la guerra. O lo si abbatte o, se si vuole mantenerlo in virtù del suo valore storico o artistico, bisogna inventargli un'altra, diversa funzione: funzione che dev'essere compatibile con le strutture e la vocazione del monumento e tale da garantire la reimmissione dell'edificio nella vita attuale. Tale edificio va cioè, come si usa dire, «rivitalizzato»: condizione indispensabile perché riceva le cure e la manutenzione che ne garantiscono la sopravvivenza.
L'Istituto Italiano dei Castelli svolge la sua attività essenzialmente su quattro fronti:
Lo studio storico, archeologico e artistico dei castelli e dei monumenti fortificati.
La loro salvaguardia e conservazione.
L'inserimento delle architetture fortificate nel ciclo attivo della vita moderna.
La sensibilizzazione scientifica e turistica dell'opinione pubblica.
Andrea Grigoletto, consigliere dell'Istituto Italiano dei Castelli, nell'articolo che segue, dopo aver spiegato con dovizia di particolari il sistema difensivo della Laguna di Venezia che costituisce, per tipologie architettoniche e per distribuzione territoriale, un complesso di architetture militari unico in Europa, dallo straordinario valore monumentale, storico-identitario, paesaggistico e didattico, illustra le misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale previste dal Piano Europa del 2011 per la mitigazione dell'impatto del MOSE (Categoria 2-Valorizzazione e recupero degli elementi ambientali, paesaggistici, storici e architettonici). Queste misure offrono un'importante occasione di riflessione sul reimpiego e la valorizzazione di queste architetture alle bocche di porto.