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Musei e sostenibilità ambientale

Gazzetta ambiente - numero 4 - anno 2018

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La sostenibilità ambientale è diventata sempre più una esigenza pressante in tutti gli ambiti della società. Anche il settore museale/espositivo già da qualche tempo è sensibile al risparmio energetico e idrico, al riciclo, alla riqualificazione con materiali alternativi e alla progettazione di strutture ecologiche.
Studi eseguiti dalla Sapienza Università di Roma affermano che se tutti i musei pubblici italiani riconvertissero le loro strutture espositive in modo sostenibile lo Stato italiano potrebbe risparmiare una notevole cifra, realizzando una vera e propria spending review e riuscendo quindi a conciliare il taglio della spesa di gestione con le buone pratiche ambientali.
Il Piano Strategico per il turismo 2017-2022 lo afferma a chiare note che il futuro è nella sostenibilità. I musei, secondo il Piano, dovranno essere sempre più connessi con i territori di appartenenza, identificandosi come spazi di produzione di una cultura nuova, più attenta all'ambiente e alla gestione equilibrata delle risorse.
L'avvicinamento della gestione dei musei ai principi dello sviluppo sostenibile non è cosa nuova, e come qualcuno ricorderà risale al concetto di ecomuseo (cfr. Ga 6/2015) che, sin dai primi anni '70, si è caratterizzato per la valorizzazione ambientale, che fino a quel momento sembrava di pertinenza esclusiva di parchi e riserve naturali, e lo sviluppo sociale.
Nel 2014 l'ICOM (International Council of Museums), sezione italiana, ha pubblicato la "Carta di Siena", poi integrata nel 2016 con la Carta di Siena 2.0 su 'Musei e paesaggi culturali', dove si riafferma come i musei debbano essere coinvolti nella gestione e cura del paesaggio culturale e, sviluppando una loro naturale vocazione, debbono estendere la loro responsabilità dalle collezioni, al patrimonio e al territorio circostante.
L'articolo che segue, scritto da Luca Andriola e Mario Jorizzo dell'ENEA e da Riccardo Andriola esperto in scienze politiche, illustra la relazione naturale che intercorre tra la sostenibilità e la missione dei musei ponendo l'accento sulla normativa di riferimento.
L'implementazione operativa di percorsi di sostenibilità può contare su normativa tecnica e standard internazionali sia specificatamente sviluppati per il settore museale sia mutuati da altri settori.
Infine interessanti schede di approfondimento sulle strutture museali sostenibili, ne illustrano i casi più importanti a livello mondiale:
- il Museo delle scienze di Trento, progettato da Renzo Piano che ha puntato alla massima efficienza energetica ed idrica attraverso diverse tecniche costruttive ottenendo la certificazione "LEED New Construction 2.2 di tipo Gold", divenendo così uno dei pochi edifici italiani ad alta sostenibilità ambientale;
-il Musée du quai Branly, situato nei pressi della Tour Eiffel a Parigi, dell'architetto Jean Nouvel;
-il Museo Storico di Ningbo, in Cina, frutto di un'idea dell'architetto Wang Shu, interessato all'antica pratica di costruire in modo da riflettere le impostazioni della natura;
- il Museo della preistoria di Jeongok, progettato da X-TU Architects-Anouk Legendre & Nicolas Desmazières;
- il Museo di Liverpool, struttura geometrica audace situata sul fiume Mersey, in un sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO progettato dallo studio danese 3XN;
-il Biesbosch in Olanda dello studio di architetti Joyce Langezaal;
- il Museo Salvador Dalí in Florida (USA) progettato dallo Studio HOK, che presenta un atrio in vetro di ispirazione geodetica e pareti così spesse da resistere a un uragano di categoria cinque.
Questi sono solo pochi esempi di istituzioni che sono nate o hanno implementato le loro green practice, ma il lor