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Orti urbani e cittadinanza attiva

Gazzetta ambiente - numero 4 - anno 2018

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Le iniziative di cittadinanza attiva rappresentano una risorsa preziosa per una città dal territorio esteso come Roma. Vi sono oltre 200 realtà dove i cittadini hanno recuperato aree verdi abbandonate, incolte, di risulta, nella città storica e in periferia, per restituirle all'uso di tutti come spazio pubblico. Queste esperienze coinvolgono ampie fasce di cittadini, costituendo una potenzialità per la costruzione di nuove relazioni sociali in contesti periferici. Sono spazi che rispondono all'esigenza di "fare comunità", palestre di cittadinanza attiva a cui attingere in una visione di sostenibilità più ampia in cui gli orti e giardini possono essere un importante tassello per politiche resilienti di contrasto al cambiamento climatico e per costruire una città più inclusiva e sicura.
Esiste una mappa on-line di queste realtà spontanee su Google Maps, che ha contribuito a riunire queste esperienze facendole uscire dall'ombra. L'esperienza di Zappata Romana è continuata con l'aggiornamento annuale della mappa e l'avvio di un sito web dove si raccontano, attraverso interviste video, le esperienze dei cittadini "che fanno" e si possono trovare gli strumenti "per fare".
I giardini e gli orti condivisi non sono uno strumento in opposizione alla pianificazione e non hanno nulla a che fare con il tradizionale abusivismo che pervade le nostre città e i paesaggi, dove il privato si prende aree pubbliche e le utilizza per proprio interesse. Qui l'intervento del privato ha uno scopo diametralmente opposto: restituire alla collettività un'area curata, viva, mantenuta e aperta a tutti. Si tratta a tutti gli effetti di una forma di pianificazione urbana (rivolta a un futuro migliore), anche se non "ufficiale", forse definibile come informale, ma pur sempre una pianificazione con un esito concreto, in opposizione all'immobilità che spesso regna nell'azione del pubblico in Italia. Pur esprimendo un dissenso, i cittadini agiscono in maniera positiva.