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Il riconoscimento della funzione ambientale dei beni di uso civico

Gazzetta ambiente - numero 2 - anno 2018

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La tematica degli usi civici, della loro natura e della loro rilevanza alla luce del mutato assetto economico – sociale, è oggetto di costante dibattito, dal quale emerge sempre più non solo come le risorse fondamentali che gli stessi comprendono debbano essere amministrate conformemente alla loro qualificazione di beni collettivi e comuni, ma anche come esista un'altra proprietà che, rispetto alla nozione civilistica, è riuscita ad esprimersi e svilupparsi sino ad assurgere a bene di rilevanza costituzionale. Proprio la Consulta con più pronunce ha fatto rientrare la materia degli usi civici nella branca del diritto pubblico, in ragione degli interessi di carattere generale ad essi collegati e che lo Stato considera meritevoli di tutela.
Peraltro, la conferma della natura pubblicistica dei beni di uso civico si riscontra anche in varie disposizioni normative a partire dalla Legge dell'8 agosto 1985, n. 431 (c.d. Legge "Galasso"), la quale ha riconosciuto agli stessi carattere ambientale e paesaggistico. In seguito, tale indirizzo è stato confermato dal Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il cui art. 142 annovera tra i beni paesaggistici «le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici».
Negli articoli che seguono, Maria Carmela Giarratano, Direttore Generale per la Protezione della Natura e del  Mare (PNM) del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM), Massimo Bachetti, Avvocato dello Stato e Cristina Cossu, Funzionario dell'Agenzia del Demanio, illustrano la tematica degli usi civivi con particolare focus sul caso dell'isola di Giannutri, situata all'interno del perimetro del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano ed interamente classificata quale Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva 79/409/CEE e quale Sito di Importanza Comunitaria ai sensi della Direttiva Habitat 92/403/CEE.