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Il complesso esercizio dell'attribuzione di un'opera d'arte

Gazzetta ambiente - numero 1 - anno 2018

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L'attribuzione di un'opera d'arte all'artista che l'ha prodotta costituisce un esercizio complesso poiché gli elementi di cui tenere conto sono molti: le analisi sono svolte da specialisti di diversi settori e le opinioni di diversi periti si confrontano. Solo dopo tutto ciò si può comprendere il perché l'attribuzione dell'opera ha una grande influenza sul suo valore economico.
Per le opere d'arte anteriori alla Restaurazione, non essendo normalmente sottoscritte, la loro attribuzione si fonda su criteri forniti dalla scienza dell'arte chiamati i "dati morelliani", ma lo sviluppo delle tecniche scientifiche fornisce anche dei criteri accessori per completare l'attribuzione.
Giovanni Morelli (1816-1891), un eminente storico dell'arte italiano, ha sviluppato un metodo di analisi dei dati stilistici delle opere d'arte, elementi secondari delle opere che a suo avviso erano ripetuti dal pittore in maniera meccanica, cioè stereotipi della mano del pittore. Individuò tre categorie di elementi da analizzare per attribuire un'opera d'arte a un pittore: la categoria principale era costituita dai motivi sigla che sono i dettagli ripetuti dal pittore; la seconda categoria era costituita dalle pose, atteggiamenti, forme del viso, andamento dei panneggi; la terza categoria era costituita dal ripetere dei motivi sigla.
Lo sviluppo delle scienze ha permesso di avere a disposizione dei mezzi tecnici per confermare la probabilità di un'attribuzione o, al contrario, per negarla come la microfotografia digitale, la microscopia digitale, l'uso di diverse luci come la lampada di Wood e lariflettografia infrarossa, la datazione al Radiocarbonio e la dendrocronologia.
Dopo la Restaurazione, i pittori firmano le loro opere, quindi non si pone più il problema dell'attribuzione dell'opera ma si pone il problema della contraffazione dell'opera: oltre i criteri dell'attribuzione forniti dalla storia dell'arte, ci si può avvalere della perizia grafica per accertare l'autenticità di una firma.
In epoca contemporanea i casi particolari e controversi risultano quelli delle opere attribuite ad artisti viventi. Prima, l'opinione dell'artista svolgeva un ruolo importantissimo nell'attribuzione delle opere d'arte come lo dimostra bene il famoso giudizio che ha opposto Giorgio De Chirico ad un gallerista. La valutazione dell'opinione dell'autore è cambiata con l'articolo 9 comma 2 Legge 1062/71 detta Legge Pieraccini in quanto l'autore è sentito solo in qualità di testimone, la sua opinione non ha mai valore assoluto.
La caratteristica principale del diritto dei beni culturali è che in questo ambito la certezza non si raggiunge mai, ci sono soltanto delle opinioni diverse che possono essere valutate. Detta valutazione dipende dal suo autore, dal perito d'arte che ha espresso questa opinione. Quindi, il diritto dei beni culturali è un ambito in cui si oppongono diverse opinioni senza potere affermare con certezza la paternità di un'opera.