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Un turismo più responsabile e sostenibile per una compensazione della CO2

Gazzetta ambiente - numero 1 - anno 2018

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L'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) nel 1988 ha definito per la prima volta il turismo sostenibile in questo modo:
"Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un'area turistica per un tempo illimitato, non alterano l'ambiente (naturale, sociale e artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche".
Quindi al centro di questo turismo vi sono i bisogni del territorio e dell'ambiente, il rispetto delle tradizioni e della cultura locale, il rapporto di scambio con la popolazione e non una vacanza consumistica.
Nell'articolo che presentiamo, Matteo Bordini ci racconta l'esperienza di Vagabondo Viaggi nato come comunità di viaggiatori sul web che si è poi trasformato in un tour operator.
I primi viaggi, organizzati secondo tutte le regole del turismo responsabile, nel 2009, quando Vagabondo compiva 10 anni, e avevano come meta il Guatemala. Il progetto incontrò subito il favore dei frequentatori della comunità e nello stesso anno si fecero i passi finali che portarono alla nascita del tour operator Vagabondo Viaggi Srl.
Partendo dalla sostenibilità dei processi di lavoro con postazioni da remoto che evitano sprechi di carta, energia, rifiuti, Vagabondo è arrivato ad azioni di azzeramento delle emissioni di anidride carbonica di tutti i Viaggi organizzati (si pensi che un volo andata e ritorno per il Nepal immette in atmosfera una tonnellata e mezzo di anidride carbonica per ogni singolo passeggero!) senza chiedere alcun contributo ulteriore al viaggiatore. Ma una compensazione concreta e verificabile, non è cosa facile da trovare sul mercato di settore. L'incontro con l'associazione Phoresta onlus che, con sede a Milano, porta da alcuni anni avanti il Progetto Ossigeno ha permesso di realizzare gli obiettivi definiti da Vagabondo Viaggi.
Infatti Phoresta seleziona boschi che vengono periodicamente tagliati, ma che per tipologia e varietà di piante, si prestano a ridiventare foreste naturali, sono in contesti naturali di valore e per posizione danno un profitto minimo a chi li taglia ma soprattutto sono di proprietà pubblica.
Individuato il bosco si occupano di organizzare il processo di compensazione della CO2 come alternativa al taglio periodico: il bosco, invece di essere tagliato, continua a crescere e a "togliere" CO2 dall'atmosfera e i soldi versati da chi partecipa al progetto vanno a compensare la proprietà per il mancato profitto del taglio.
Ovviamente pagare per non tagliare costa meno che pagare per piantare.
L'accordo, stipulato da Vagabondo con Phoresta prevede che tutta l'anidride carbonica emessa dai voli aerei dei Viaggi di Vagabondo a partire dal primo gennaio dell'anno in corso e per quattro anni (parliamo di migliaia di tonnellate) verrà catturata dalla crescita degli alberi di un bosco di 100 ettari di proprietà del comune di Mazzano Romano che si trova all'interno del Parco Regionale della Valle del Treja.
Il 2 Giugno Vagabondo ha organizzato una passeggiata nel Parco della Valle del Treja per far conoscere il "Bosco di Vagabondo" ai viaggiatori che in questo modo hanno visto in modo tangibile una iniziativa lodevole per l'ambiente sentendosene parte attiva.