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Le responsabilità degli Stati costieri nell'individuazione e nel monitoraggio
dei relitti marini

di Giuseppe Masetti, Fulvia Orsini

Gazzetta ambiente - numero 5 - anno 2009

Negli ultimi tempi la notizia del ritrovamento di una delle cosiddette
navi dei veleni – si diceva fosse la motonave Cunsky – ha suscitato
un grande interesse e un forte sentimento di allarme nell'opinione
pubblica sui rischi ambientali legati ai casi di smaltimento illecito
di carichi di scorie tossiche o radioattive mediante l'affondamento
volontario di navi in mare.
Allo stato degli atti la situazione sulle coste calabresi si è chiarita:
non si tratta della motonave Cunsky (chissà dove affondata), ma
di un relitto di nave passeggeri della Prima guerra mondiale. Un
contributo, scritto appositamente dalla Direzione generale della
Protezione Natura del MATTM per Gazzetta ambiente, descrive gli
interventi d'urgenza messi in cantiere dal Ministero e il quadro
dei problemi affrontati: grazie all'ausilio di navi attrezzate per
le ricerche sottomarine e dotate di sofisticate apparecchiature,
si è subito proceduto al rilevamento del relitto ed alla verifica
dell'esistenza di eventuali rischi per la salute pubblica e l'ambiente
marino, tali misure risultavano infatti indispensabili oltre che
per la precisa identificazione della nave e del suo carico, per la
pianificazione di una eventuale operazione di recupero e bonifica.
Seguono due articoli del CoNISMa che descrivono le procedure
tecnico-scientifiche e la strumentazione utilizzata sulla nave
di ricerca oceanografica Universitatis per il ritrovamento
e l'identificazione dei relitti presenti sul fondo marino e
potenzialmente pericolosi per l'ecosistema naturale e per la salute
dei suoi abitanti.
Un ultimo contributo, di carattere giuridico, espone e analizza le
diverse disposizioni di legge – a livello internazionale, europeo
e nazionale – che regolano le responsabilità degli Stati costieri
nell'individuazione e nel monitoraggio dei relitti marini presenti
nelle acque di propria giurisdizione.