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Il fenomeno dello shark finning: la sua evoluzione dalle Convenzioni internazionali ai Regolamenti europei

di Francesco Giugni

Gazzetta ambiente - numero 2 - anno 2019

La 18^ Conferenza delle parti della Convention on international trade in endangered species of wild Fauna and flora (Cop18 Cites tenutasi ad agosto 2019 a Ginevra) ha approvato il rafforzamente delle protezioni per 18 specie di squali e razze minacciate di estinzione, comprese quelle pescate per la loro carne e le loro pinne.
Le nuove specie protette comprendono gli squali mako, i pesci sega e i pesci chitarra. Il problema è che questi rarissimi pesci hanno due grandi pinne dorsali e un grande lobo caudale, molto apprezzati per la zuppa di pinne di squalo. I Mako, le specie di squali più veloci, sono quasi completamente scomparsi dal Mediterraneo e il numero sta diminuendo rapidamente negli oceani Atlantico, Pacifico settentrionale e indiano.
Le diciotto specie sono state ora formalmente approvate per l'introduzione nell'Appendice II del CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) che impone ai Paesi firmatari di renderne tracciabile l'esportazione e di dimostrare che la pesca di queste specie non ne mette a repentaglio la sopravvivenza in natura nel lungo period
102 Paesi hanno votato a favore della proposta, ma 40 – tra cui Cina, Islanda, Giappone, Malaysia e Nuova Zelanda – si sono opposti, alcuni sostenendo che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che gli squali mako stiano scomparendo a causa della pesca.

Si valuta che gli squali uccisi ogni anno dalla pesca commerciale siano più di 100 milioni in tutto il mondo. A mettere in pericolo gli squali è soprattutto l'aumento della richiesta delle loro pinne e questi predatori a crescita lenta e poco prolifici stanno rapidamente scomparendo dagli oceani.