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Un nuovo approccio alla riattivazione della dinamica dunale per la ricostruzione degli habitat di interesse comunitario

di Valerio Volpe, Claudia Cerasuolo, Roberta Rocco, Francesca Pavanello, Alessandro Vendramini, Gianluca Salogni

Gazzetta ambiente - numero 6 - anno 2018

Gli interventi di miglioramento, ripristino e recupero dei SIC-ZPS IT3250003 e IT3250023 realizzati a partire dal 2010 nei litorali del Comune di Venezia (biotopo di Alberoni) e del Comune di Cavallino Treporti (biotopi di Ca' Ballarin, Ca' Savio e Punta Sabbioni) dal Provveditorato Interregionale per le OO.PP. del Triveneto nell'ambito del "Piano delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale dei SIC IT3250003, IT3250023, IT3250031, IT3250030 e della ZPS IT3250046" (detto Piano Europa), hanno permesso di mettere a punto un nuovo approccio finalizzato alla riattivazione della dinamica dunale per la ricostruzione degli habitat di interesse comunitario.

Il progetto ha realizzato interventi su circa 6 km di costa con l'installazione di circa 3.300 m di frangivento in legno; la messa a dimora sulle dune di neoformazione di 25.000 piantine di Ammophila littoralis derivanti dalla suddivisione di cespi prelevati da sito donatore limitrofo ai siti d'intervento;
la messa a dimora di circa 10.000 piantine di specie arboree e arbustive su una superficie complessiva di circa 50.000 m2; il controllo ed eliminazione della vegetazione alloctona ed invasiva con azioni mirate per i diversi habitat costieri (63.144 m2 su aree dunali esistenti e di neoformazione e 90.169 m2 di aree boscate retrodunali); l'installazione di circa 3.800 m di staccionate in legno per la delimitazione delle vie di accesso all'arenile e 40 cartelli informativi, riportanti la descrizione generale degli interventi e approfondimenti sulla fauna e sulla vegetazione del litorale.
Nel corso del primo triennio si è formata una superficie aggiuntiva a duna in ambiti costieri a forte pressione turistica pari a circa 39.700 m2.

Nell'ambito dei premi di EcoTechGreen 2019, promossi da PAYSAGE e dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori per incentivare strategie di sviluppo nature based solution, fornendo linee guida e strumenti di attuazione di procedure meritevoli e ricercare best practices, è stato attribuito il primo premio categoria "Verde Tecnologico e Infrastrutture Verdi" agli interventi qui descritti.
Il progetto è stato ritenuto dalla giuria un caso esemplare che, attraverso una sapiente e meticolosa applicazione progettuale di tecnologie ambientali, ha saputo ricostruire la successione ecologica degli ambienti dunali tipici del litorale veneto, la cui conservazione risultava a rischio a causa della pressione antropica.