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La creazione di una riserva UNESCO della biosfera in Ucraina

di Tetyana O. Kovalenko, Gianfranco Tamburelli

Gazzetta ambiente - numero 2 - anno 2018

Il tragico episodio dell'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, nell'allora Repubblica Sovietica, a circa 100 km da Kiev provocò il rilascio di materiali radioattivi dal quarto blocco della centrale, contaminò in Ucraina un'area di oltre 53.000 Km2 e 330.000 persone vennero evacuate dalla zona dell'esplosione. Le conseguenze dell'incidente colpirono poi la salute e le condizioni di vita di oltre tre milioni di persone, tra cui circa un milione di bambini.
Tale evento aprì comunque anche a nuove visioni relativamente all'energia nucleare, ma soprattutto influì non solo sull'adozione di nuove misure giuridiche concernenti la tutela dell'ambiente e la prevenzione del danno ambientale transfrontaliero, ma anche sulla percezione da parte dell'opinione pubblica delle questioni concernenti la sicurezza nucleare e sulla formazione degli orientamenti in materia di politica energetica.
Le autorità sovietiche per lungo tempo vollero affrontare a livello nazionale le conseguenze dell'esplosione ma poi si decisero, data la gravità, ad aprirsi alla cooperazione internazionale.
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una Risoluzione sul rafforzamento della cooperazione internazionale e il coordinamento degli sforzi per studiare, mitigare e minimizzare le conseguenze del disastro di Chernobyl e predispose un primo Piano per individuare le priorità dell'intervento come la salute, il reinsediamento, il risanamento economico delle aree colpite, la riabilitazione socio-psicologica delle persone colpite, il monitoraggio alimentare e agricolo e il recupero ambientale. Nel 1991 l'Ucraina, conseguita l'indipendenza, assunse pienamente la responsabilità delle attività volte a fronteggiare le conseguenze del disastro. Nel corso degli anni sono state modificate le strategie fino ad arrivare a obiettivi di sviluppo sostenibile nelle regioni colpite con nuove iniziative, non più necessariamente da etichettare come "progetti per Chernobyl", ma tese alla promozione di una crescita verde, alla conservazione della biodiversità, alla prevenzione del degrado del territorio e degli incendi boschivi, al miglioramento dell'efficienza energetica, al miglioramento dei sistemi di governance locale. L'Ucraina ha aderito al programma Men & Biosphere - MAB dell'UNESCO, che prevede la creazione di riserve della biosfera intese come aree in cui, attraverso un'appropriata gestione del territorio, si perseguono sia finalità di conservazione di ecosistemi naturali e biodiversità, sia finalità di uso sostenibile delle risorse naturali. In Ucraina le riserve della biosfera sono istituti di ricerca scientifica di importanza nazionale per la protezione della natura, create allo scopo di conservare nello stato naturale i complessi naturali più tipici, di attuare un fondamentale monitoraggio ecologico e sviluppare studi sull'ambiente e i suoi cambiamenti dovuti all'influenza di fattori antropogenici.