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Materie prime "critiche non rinnovabili" e la nuova frontiera delle "miniere dello spazio cosmico"

di Luca Andriola, Mario Iorizzo

Gazzetta ambiente - numero 2 - anno 2018

La nuova "corsa all'oro" si svolgerà nello spazio?
La sempre maggiore concorrenza per determinate risorse, dovute alla crescita economica e all'aumento della popolazione globale, provocherà scarsità di materie prime con conseguenti tensioni economiche e geopolitiche.
In risposta a questi scenari sono state sviluppate diverse iniziative internazionali a partire dalle strategie sulle materie prime critiche (la prima riunione trilaterale USA-Giappone EU è dell'ottobre 2011) sino alle politiche per la transizione verso l'economia circolare.
Oggi, i progressi tecnologici hanno letteralmente alzato il livello della sfida della scarsità delle risorse: si sta aprendo la possibilità di sfruttare le risorse dei corpi celesti.
Alcune compagnie private stanno da tempo portando avanti un nuovo settore commerciale denominato "space mining", scontrandosi però con il "Trattato sullo spazio extra-atmosferico" del 1967, che rappresenta il fondamento giuridico del diritto internazionale dello spazio. Potrà ostacolare la corsa all'oro dei prossimi decenni?
Quindi oltre agli aspetti tecnici ed economici, l'elemento fondamentale per lo sviluppo dell'iniziativa privata nel settore spaziale è l'aspetto normativo: trattati internazionali, diritto internazionale e normative nazionali. Lo sfruttamento delle risorse degli asteroidi o degli altri corpi celesti si deve basare su un chiaro diritto di proprietà sui beni estratti.
Nell'ambito delle normative nazionali due Paesi hanno legiferato nel settore con una certa velocità: gli Stati Uniti e il Granducato del Lussemburgo. Nel 2015 il Presidente Barak Obama ha promosso l'adozione della prima normativa nazionale che tratta delle operazione minerarie nello spazio: il Commercial Space Launch Competiveness Act entrato in vigore negli Stati Uniti nel novembre 2015. In tale norma si afferma che gli USA non stabiliscono alcuna sovranità nazionale sui corpi celesti ma proteggono i diritti di proprietà esclusivi sui minerali e le risorse stratte delle imprese private sui corpi celesti. Nell'aprile 2018, è stato inoltre approvato dalla Camera dei Rappresentanti l'American Space Commerce Free Enterprise Act che attribuisce al Dipartimento del commercio degli Stati Uniti d'America il compito di regolare tutte le attività commerciali 'non tradizionali' nello spazio, ivi incluse le attività minerarie.
Nel 2016 il Lussemburgo ha definito il proprio quadro normativo nazionale (che prevede anche incentivi finanziari) per favorire lo sviluppo del settore delle esplorazioni minerarie sui corpi celesti. I punti chiave di tale normativa sono l'obbligo da parte della società impegnata nelle attività spaziali, oltre ad essere una società di diritto lussemburghese o di altro Paese EU, di avere la sede amministrativa in Lussemburgo. Per l'ottenimento delle autorizzazioni ad operare nello spazio extra atmosferico è necessario presentare anche un piano dei rischi e le adeguate coperture finanziarie di tali rischi. Inoltre in base alla nuova legge lussemburghese l'operatore privato è pienamente responsabile dei danni causati dalla missione.
Il caso del Lussemburgo è un buon esempio di come un'opportuna regolamentazione possa, indipendentemente dalla reali condizioni di un Paese, attrarre capitali e far sviluppare filiere produttive ad alto valore aggiunto.
Il granducato non ha alcuna agenzia spaziale nazionale, nessun sito di lancio e solo modeste capacità di ricerca ed è più noto come centro finanziario e fiscale. La storia economica del Lussemburgo, però, mostra come la rapida definizione di quadri normativi favorevoli possa far sviluppare rapidamente nuove iniziative in settori altamente tecnologici.
In questo articolo Luca Andriola e Mario Iorizzo dell'ENEA forniscono un quadro preliminare della nascente industria estrattiva spaziale mettendo in evidenza l'attuale quadro normativo/regolamentare (sia nazionale che internazionale) e come la sua evoluzione possa definire la 'competizione regolamentare' tra diversi Ppaesi in una ottica di investimenti privati e di creazione di occupazione altamente qualificata.