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Come rendere le città a misura di bambini per garantire il loro diritto di viverle in sicurezza e con meno auto

di Linda Maggiori

Gazzetta ambiente - numero 2 - anno 2018

In un'Italia sempre più motorizzata, poche sono le città che possono vantarsi di rispettare il diritto dei bambini di camminare sicuri nelle strade e vivere in ambienti non inquinati.
Con 38,5 milioni di veicoli, in Italia abbiamo il più alto tasso di motorizzazione in Europa (63,7%), quasi un'auto ogni maggiorenne. Oltre all'inquinamento dell'aria, questa gran quantità di veicoli motorizzati aumenta l'insicurezza delle strade e sottrae spazio a pedoni e ciclisti, agli utenti deboli della strada. Un tempo i bambini giocavano sulla strada, andavano a scuola da soli, ora i bambini sono trasportati da un luogo all'altro quasi sempre in auto, con ripercussioni negative sulla loro autonomia, sulla loro autostima e sulla loro salute.
L'articolo che segue, scritto da Linda Maggiori, affronta il problema di come rendere le nostre città più a misura di bambini per ripristinare il loro diritto a viverci in sicurezza e a potersi riprendere gli spazi per il gioco.
"Da quando io e la mia famiglia sperimentiamo uno stile di vita sostenibile e viviamo senz'auto, – ci racconta l'Autrice, blogger di famigliesenzauto.blogspot.com e di famiglie-rifiutizero.blogspot.com – dopo che un incidente l'ha distrutta, abbiamo ripreso consapevolezza di quanta poca democrazia c'è nella strada, di quanto poco spazio resta ai bambini.
Viviamo in una società adultocentrica, ingombrante e fossile (in tutti i sensi) che blocca la strada, ruba lo spazio e avvelena l'aria ad una società giovane, leggera e sostenibile. Per questo da 8 anni scrivo, pedalo, mi documento e mi batto per una mobilità più sostenibile, perché il diritto dei bambini, sancito dall'Unicef, di 'camminare sicuri nella strada' e 'respirare aria pulita', sia rispettato".
In varie città europee sta nascendo un movimento, chiamato "Playing out" in Inghilterra o "la rue des enfants" a Parigi che vuole ridare le strade ai bambini. Dovremmo prendere ad esempio le città europee "car free", come Friburgo, Vienna, Malmo, Copenaghen, Pontevedra, dove il numero delle auto procapite è davvero basso (10%) e gli spazi liberati dalle auto sono trasformati in parchi, orti e zone verdi dove i bimbi possono giocare. Alcuni esempi virtuosi ci sono anche in Italia, pensiamo a città come Bolzano o Pesaro, con le loro "Bicipolitane", ma anche piccoli paesi, dove grazie ad una lungimirante limitazione del traffico, e valide alternative all'auto, i bambini possono andare a scuola da soli a piedi o in bici, giocare sulle strade e nelle piazze.
Dalla Fiab alle associazioni locali dei genitori, sale la richiesta in tutta Italia di limitare il traffico, pedonalizzare, creare zone 30 (a 30 km all'ora), soprattutto davanti alle scuole e nei luoghi frequentati da ragazzi e bambini. Il Codice della strada dovrebbe rendere obblgatorie queste misure di sicurezza.
È compito dei governanti, degli amministratori, così come dei genitori e dei cittadini impegnarci tutti affinché le nostre città diventino sempre più a misura di bambine e bambini.