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Islanda, terra di contrasti

di Benedetto Ciacciarelli

Gazzetta ambiente - numero 1 - anno 2018

Continuiamo con le indagini/reportage sulle specie in estinzione nel mondo, che portiamo avanti con i poetici articoli di Benedetto Ciacciarelli e le sue magnifiche foto.
Nell'articolo che segue, il fotografo naturalista analizza, con particolari documentati, le contraddizioni ambientali dell'Islanda, splendido paese dai paesaggi mozzafiato.
Caratterizzato dalle balene, dai puffin animali simbolo del Paese, dai geyser utilizzati per l'energia geotermica, da più di 330 specie di uccelli che rappresentano una singolare e importante combinazione, l'Islanda è situata in un punto dove si incrociano quattro differenti zone per la fauna che ospitano, l'oceano Artico, l'oceano Atlantico, l'Europa e l'America: le specie vivono "una accanto all'altra" cioè occupano gli stessi spazi, un fatto che non esiste in nessun'altra parte del mondo.
Ma in contrapposizione l'Islanda, come afferma l'autore dell'articolo, risulta l'unico Paese al mondo che preda per scopi commerciali le balenottere comuni (Balaenoptera physalus), in via d'estinzione.
Un alta contraddizione è il trattamento riservato all'orso bianco che di rado, trasportato dal pack alla deriva, arriva sui fiordi dell'ovest e senza indugi viene ucciso. Le autorità centrali per non avere problemi di come gestire la presenza del plantigrado usano la via più facile: l'abbattimento. La tragedia non termina con la morte ma continua nei negozi di souvenir per le vie più note di Reikiavik dove i turisti restano estasiati nel vedere un orso polare impagliato. Anche la volpe artica deve essere cacciata liberamente come da sempre si è fatto.
Secondo Ciacciarelli, l'orso polare e la volpe non sono gli unici animali ad essere vittime di una politica atroce; nella lista ci sono anche i pulcinella di mare (Fratercula artica) chiamati puffin, che, nonostante siano diventati il simbolo dell'Islanda, vengono cacciati per la carne e anch'essi impagliati per il commercio.
Anche le foche comuni (Phoca vitulina) che nella Riserva di Hornstrandir, sui fiordi dell'ovest, si possono ammirare mentre si sollazzano ai tiepidi raggi di sole, in altre zone del Paese non protette vengono uccise per la carne, specialmente i cuccioli con poche settimane di vita sono cacciati in prevalenza dai proprietari di fattorie sulla costa con speciali licenze di caccia. Ancora un altro lato oscuro che rende l'Islanda piena di contrasti.
L'Islanda è un paese che in questi ultimi anni ha oriento lo sviluppo economico molto sul turismo, con particolare attenzione al trekking che vede una delle sue punte massime, con centinaia di visitatori al giorno, nella Riserva Naturale Landmannalagar nei pressi del vulcano Hekla, uno dei più attivi e potenti nel sud del Paese.
A Landmannalagar non si cerca di tenere gli escursionisti su sentieri stretti che non deturpano il paesaggio, ma anzi per rendere più agevole il cammino a tutti, con i caterpillar si allargano le piste e si riducono le pendenze su tante colline di riolite, rocce magmatiche, distruggendo così lo strato di muschio che le ammanta e che rende questi luoghi di rara bellezza unici al mondo per la mescolanza di colori.
L'autore nel raccontare questa realtà esprime un profondo dissenso riguardo a come gli islandesi si relazionano con la natura e gli animali e forse con troppo allarmismo. Sicuramente per meglio decodificare un fenomeno così "contraddittorio" occorrerebbe analizzare e approfondire le loro origini storico-culturali con più tempo e permanenza per comprendere a fondo tali comportamenti.
Con il nuovo recente corso politico ci saranno cambiamenti in materia di tutela ambientale? Non possiamo che augurarcelo.