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Strategie di comunicazione ambientale dei parchi

di Susanna Tomei

Comunicare l’ambiente, tenendosi a distanza dalle tendenze documentaristiche televisive di tipo disneyano e da quelle scientifiche dal linguaggio iperspecialistico, è tutt’altro che semplice. Considerando che nel nostro Paese si assiste quasi ad un analfabetismo di ritorno che interessa una bella fetta di italiani, il quadro in cui cimentarsi è ancora più complesso. 

Roberto Sinibaldi, che ha maturato diverse esperienze in questo campo, ci illustra un metodo semplice nei concetti, ma che ha bisogno di un grosso lavoro di base per raggiungere dei traguardi apprezzabili, nei quali i visitatori che partecipano alle escursioni organizzate di un Parco, per esempio, rappresentano un patrimonio di influenza e di diffusione della conoscenza, che va molto al di là del pur interessante indotto economico prodotto dalle stesse visite. Del resto la comunicazione, in un quadro ormai piuttosto sfilacciato dal punto di vista delle gerarchie amministrative, rappresenta uno dei più importanti punti di forza sul quale un Parco può puntare, uno strumento che, se opportunamente utilizzato, crea partecipazione, consapevolezza e consenso: la materia prima per dare legittimità amministrativa a qualsiasi soggetto pubblico, ma in particolare ai parchi, spesso additati come portatori di vincoli e limitazioni, che invece – bisogna spiegare bene – sono i forzieri da cui attingere ricchezze irriproducibili e per questo di ancora maggior valore.

Quello che sta al centro di un buon gruppo di lavoro è sempre il carattere delle persone, prima ancora delle competenze. Le conoscenze tecniche, l’esperienza, l’affinamento delle sensibilità viene con il tempo, se c’è passione e tensione emotiva. Un piccolo gruppo di specialisti può fare la differenza anche in un grande Parco. E una buona comunicazione è uno di quegli snodi che danno credibilità all’ente che la fa. In un Parco non riguarda solo le attività istituzionali, ma tutta la struttura e più in generale dà identità a un territorio. Una informazione di base, fino alla più minuta conoscenza territoriale, dà spessore e credibilità al Parco, consentendo un riconoscimento sociale che è fondamentale per esercitare efficaci azioni di tutela ambientale. 

La vera essenza, la ragione fondante dell’esistenza dei Parchi, in un mondo complesso come il nostro, è la tutela della biodiversità, ma per farla è necessario comunicare, in un flusso narrativo nel quale ciascuno possa riconoscersi e identificarsi, riscoprire le storie, le leggende, i miti, per coinvolgere i cittadini del luogo e renderli consapevoli che non sono solo semplici abitanti, ma componenti di una comunità con un patrimonio denso e articolato, questo è l’obiettivo.