Vai al contenuto principale
walkabout camminare parlando di Roma

Esplorare i territori per scoprire il genius loci

di Susanna Tomei

Se si esplora un territorio è importante sapere che “viaggiamo dentro noi stessi quando ci ritroviamo in luoghi che ci ricordano cosa cerchiamo”. 

È questo uno dei motti di Urban Experience che promuove innovazione territoriale, rilevando le tracce di chi li ha vissuti e attraversati, per rivelare il senso autentico di quei luoghi, ciò che viene definito il “paesaggio umano”. 

Per fare questo si adotta un format di performing media (c’è un lemma Treccani che definisce questo nuovo ambito d’interazione tra azione culturale e nuovi media) chiamato “walkabout”, evocando l’erranza del popolo più antico della Terra, gli aborigeni. 

Si tratta di un passeggiare in modalità “situazionista” ovvero connotata da un particolare esercizio creativo che interpreta, da molteplici punti di vista, i paesaggi, da quelli artificiali delle città a quelli naturali di boschi o marine. 

Un modo preciso per definire questo format è quello di esplorazioni partecipate, visto che grazie ai sistemi whisper-radio si tende sempre a conversare con i partecipanti, in azioni che spesso diventano “palestre di empatia e di resilienza”. 

Queste “conversazioni nomadi” che si svolgono mentre si passeggia, sono quindi caratterizzate dalla diffusione radiofonica sia quella “locale” circoscritta ai partecipanti in cuffia, sia “globale” quando si va in streaming sul canale web-radio di radiowalkabout.it. 

Una condizione importante anche perché viene automaticamente georeferenziata, secondo una strategia che caratterizza Urban Experience da quando per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 ha inventato le prima mappe interattive (Google allora permetteva solo di consultarle).

Questa esperienza ha quindi aperto il fronte di ricerca sul rapporto tra web e territorio, cercando d’intercettare le piccole storie delle comunità, in un rapporto fisico e digitale al contempo, “con i piedi per terra e la testa nel cloud”.

Chi ci racconta tutto ciò nell'articolo che segue è Carlo Infante, changemaker, che si occupa dei cambiamenti scanditi dall'evoluzione culturale e tecnologica. Docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura.

È autore, tra l’altro, di Educare on line (1997, Netbook), Imparare giocando (Bollati Boringhieri, 2000), Edutainment (Coop Italia, 2003), Performing Media. La nuova spettacolarità della comunicazione interattiva e mobile (Novecentolibri, 2004), Performing Media 1.1 Politica e poetica delle reti (Memori, 2006) e di decine di altri saggi; è tra i fondatori di Stati Generali dell’Innovazione (con cui nel 2012 lancia il progetto Roma Smart City in cui si tratta di città resiliente).