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Bolletta energia: oneri di sistema cosa finanziano

di Susanna Tomei

Con le bollette dell'energia elettrica, oltre ai servizi di vendita (materia prima), ai servizi di rete (trasporto, distribuzione, gestione del contatore) e alle imposte, si pagano i cd. oneri generali di sistema aumentati con la  riforma delle tariffe dall’inizio del 2017. La Componente A3 (fonti rinnovabili e assimilate) è la  più consistente fra gli oneri di sistema e finanzia sia l'incentivazione del fotovoltaico sia il sistema del Cip 6, che incentiva le fonti rinnovabili e assimilate cioè impianti alimentati da combustibili fossili e da combustibili di processo quali scarti di raffineria etc. La componente A3 finanzia inoltre: lo scambio sul posto, il ritiro dedicato dell'energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili o non rinnovabili; il ritiro da parte del GSE dei certificati verdi CV invenduti nell'anno precedente; la copertura degli oneri CV per gli impianti assimilati in convenzione CIP 6/92 non cogenerativi; la copertura degli oneri CO2 per gli impianti assimilati in convenzione CIP 6/92; la tariffa omnicomprensiva per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili (feed in).

L'incidenza di questi incentivi sulla spesa delle famiglie aumenta con il crescere dei consumi. Recentemente molte associazioni consumeristiche (ADICONSUM, AECI, UNSIC) e sindacati come il SUNIA sensibile ai costi delle utenze per gli inquilini e assegnatari delle case popolari, hanno evidenziato tale aumento dei costi.

Nella relazione annuale dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, presentata recentemente dal presidente Guido Bortoni, è stato evidenziato come gli incentivi in bolletta pagati dagli italiani per le fonti rinnovabili e assimilate hanno raggiunto lo scorso anno un totale di 13,6 miliardi. Le fonti rinnovabili hanno assicurato il 37% della produzione totale con poco meno di 108 Terawattora (il 39% nel 2015 e il 43% nel 2014). Nel dettaglio, risulta in crescita l’eolico (+19%), mentre sono in discesa rispetto al 2015 sia l’idroelettrico (-7,2%) sia il fotovoltaico (-3,7%).

Per la tutela dell’ambiente siamo tutti disposti a qualche sacrificio ma negli incentivi A3 si finanziano anche impianti non proprio ambientalmente sostenibili.

Per “fonti rinnovabili” sappiamo tutti più o meno che sono fonti di energia diverse dai combustibili di origine fossile (gas naturale, carbone, petrolio etc.), cioè l'energia eolica, idrica, solare (compresi gli impianti fotovoltaici), geotermica, e quella prodotta dalle biomasse (i gas sprigionati dalla decomposizione di sostanze organiche) o bruciando i rifiuti.

Ma le fonti assimilate? Sono considerati impianti alimentati da fonti assimilate quelli di cogenerazione (cioè la produzione combinata di energia elettrica e calore), quelli che utilizzano forme di energia recuperabile in processi e impianti produttivi; quelli che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte solo da piccoli giacimenti isolati. Questi impianti sono inclusi tra quelli che beneficiano degli incentivi dal provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi (Cip) n. 6/92.

Quindi per alleggerire il peso degli oneri di sistema si potrebbe forse cominciare a riformare la destinazione degli incentivi A3 soprattutto quelli che non danno una mano all'ambiente ma forse contribuiscono ad aumentarne la criticità?