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Laghi di Nemi e Albano (Roma). (Foto di Paolo Gherardi).

Educazione al paesaggio e alla sua tutela

di Susanna Tomei

La Convenzione Europea del Paesaggio (CEP) definisce il paesaggio come elemento chiave del benessere dell’individuo e della società per cui la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo. Su queste basi viene promossa l’idea di un’educazione scientifica razionale che debba integrarsi con un’educazione artistico-umanistica. Il paesaggio riveste quindi un ruolo fondamentale in quanto contiene in sé aspetti ambientali naturali e codici culturali ed estetici oltre ad essere considerato un'unità di elementi naturali e antropici costituendo un ponte tra le scienze naturali e quelle umane, bene ambientale e bene culturale. 

L'articolo che segue, scritto da Sara Della Giovampaola, prende spunto da 

un progetto, condotto dall'Autrice, di educazione al paesaggio nell’infanzia e si avvale di questa esperienza per evidenziare come il paesaggio possa essere importante in ogni epoca della vita, ma soprattutto perché ognuno di noi è in qualche modo un bambino di fronte allo spettacolo paesaggistico. 

Comprendere l’importanza della percezione nello sviluppo infantile è fondamentale nel compito di adulti, genitori e insegnanti. L'esperienza di formazione del gruppo di insegnanti della scuola Il Piccolo Principe di Marino Laziale all’educazione al paesaggio con bambini da 0 a 5 anni, ha dato consapevolezza e garanzia di una adeguata trasmissione dei valori ambientali e di percezione del paesaggio. 

La nostra vita è piena di iniziazioni percettive, quasi come quella dei bambini. Il primo che ha avvicinato una rosa al nostro naso invitandoci a respirarne il profumo ci ha fatto probabilmente vivere un’esperienza estetica incantevole. E ci ha permesso di riconoscere una rosa nelle sue tante varietà ogni volta che la vediamo o ne sentiamo il profumo.

La modalità di percezione dell’ambiente naturale e antropico è sempre di natura sensoriale e cognitiva insieme.

L'articolo si focalizza sui processi basilari di percezione del paesaggio proprio a partire dal periodo più sensibile e determinante della vita umana ai fini dell’apprendimento, cioè l’infanzia e ancor prima in cui si sviluppa la capacità di entrare in contatto o meno con l’ambiente.  

Si parla dunque di ‘educazione al paesaggio’ per imparare ad osservare con occhi nuovi ciò che sta attorno a noi. Il contesto paesaggistico che vediamo, come l’aria che respiriamo, è spesso troppo familiare per riuscire ad attivare la nostra capacità di contemplazione spontanea. 

Recenti ricerche documentano come in alcuni Paesi si investa sull’aspetto terapeutico bio-esistenziale del contatto con il paesaggio. Sono investimenti che hanno un ritorno non solo esistenziale ma soprattutto economico. Il Giappone per esempio investe sulla tutela delle foreste vicine alle città, su vie alberate ecc. proprio per abbassare i costi sanitari avendo documentato che la pratica del camminare immersivo nella natura almeno 2 ore a settimana, innalza le difese immunitarie e incide sulla diminuzione dei livelli di stress e degli stati depressivi della popolazione sperimentale (Qing Li, 2018) e quindi diminuendo le spese sanitarie. 

Questi obiettivi possono essere raggiunti solamente con una sinergia di diversi settori istituzionali tra cui la scuola è fondamentale per attivare la sensibilizzazione all'ambiente e al paesaggio.