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Trattamento della FORSU con la DA

di Susanna Tomei

L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (ACoS), in relazione all’attuale organizzazione del ciclo dei rifiuti a Roma, ha stipulato una convenzione di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) dell’Università degli Studi di Roma, La Sapienza. 

 

Oggetto della suddetta convenzione è l’esecuzione di uno studio diretto a:

1.  esaminare l’attuale organizzazione del ciclo dei rifiuti a Roma;

2.  individuare un sistema integrato di raccolta/gestione dei rifiuti efficace ed efficiente, che tenga conto delle specificità della situazione romana.

 

Nel numero di Ga in uscita pubblichiamo questo contributo sintetico che si inserisce nel contesto della convenzione ed è volto ad anticipare, rispetto allo studio complessivo sul ciclo integrato di tutte le frazioni di rifiuto urbano, un approfondimento sul trattamento della Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano (FORSU), individuando quale opzione ottimale di trattamento biologico la Digestione Anaerobica (DA), tecnologia in grado di permettere un contestuale recupero di energia attraverso la produzione di biogas. L’ulteriore valorizzazione attraverso l’upgrade a Biometano permette di avere un combustibile alternativo a quelli fossili anche per uso negli autoveicoli, oltre alla possibilità di ricavare CO2 di elevata purezza riutilizzabile in ambito industriale o alimentare.

Per aiutare a comprendere la digestione anaerobica, all'articolo abbiamo riportato il capitolo relativo alla generalità del processo tratto dal manuale di ARPA/ISPRA “Digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi”.

L’applicazione della digestione anaerobica al trattamento dei rifiuti consente sia di conseguire un notevole recupero energetico, attraverso l’utilizzo del biogas prodotto, sia di produrre, attraverso il trattamento aerobico del fango digerito, un residuo stabilizzato impiegabile come ammendante organico in agricoltura o per ripristini ambientali. L’aspetto del recupero energetico è senza dubbio quello più interessante, in quanto il biogas prodotto, costituito per la maggior parte da metano (circa il 50-60%), ha un elevato potere calorifico (4.000-5.000 kcal/Nm3) e pertanto può essere convenientemente convertito in quasi tutte le forme di energia utili: calore, elettricità e cogenerazione (produzione congiunta di elettricità e calore). Le applicazioni più frequenti prevedono la sua combustione in motori endotermici, che consente la produzione di energia elettrica e termica in quantità sensibilmente superiore agli autoconsumi dell’impianto, utilizzando apparecchiature dotate di elevata semplicità impiantistica e gestionale.