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Il riuso degli edifici industriali

di Susanna Tomei

Attraverso la conservazione, riqualificazione e riuso dei beni comuni, includendo tra questi anche il recupero di edifici non più utilizzati, le comunità, soprattutto quelle che abitano le aree interne, possono attivare esperienze di condivisione e di consapevolezza per generare benessere collettivo, migliorare la qualità della vita. 

È ciò che promuove l'Associazione YOUrbanMOB-Laboratori di partecipazione e progettazione con le comunità mettendo a disposizione esperienza per progettare e costruire opportunità di vita e di lavoro tra chi vuole restare, attivando la valorizzazione dei luoghi, esaltando le peculiarità e le tradizioni, raccontando e mostrando le bellezze e lavorando sulle criticità. Nata, nel 2015, da un gruppo di neolaureate in Architettura all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, YOUrbanMOB oggi è un’associazione che aggrega persone accomunate dall’idea che la partecipazione sia un valore da diffondere e una conquista per ogni comunità. Si propone come facilitatrice del dialogo fra le Amministrazioni, i soggetti privilegiati e i cittadini perché si possa costruire un futuro consapevole e condiviso ideando e realizzando insieme progetti che armonizzano la cultura, i valori e le peculiarità locali, l’accoglienza temporanea come esperienza di conoscenza: visioni e programmi a supporto dello start-up giovanile, dell’artigianato, della piccola impresa, in ottica sostenibile.

L’associazione YOUrbanMOB, ponendo una particolare attenzione al recupero, riuso e riciclo del patrimonio edilizio e delle aree urbane, degradate e abbandonate, in collaborazione con il dArTe dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nell’ambito dell’Atelier di tesi “Riuso” coordinato dal prof. Adriano Paolella, negli ultimi anni, ha deciso di avviare un lavoro tanto arduo quanto interessante partendo dalla realizzazione di un censimento dei beni in disuso, sottoutilizzati e obsoleti inseriti nel territorio calabrese e nella provincia messinese. Questo percorso di ricerca è frutto di un lavoro collettivo che ha richiesto un periodo di tempo sufficientemente lungo, infatti per avere una reale contezza della situazione. È stata realizzata una contabilizzazione e catalogazione dello stato di fatto delle strutture e delle aree trovate e da ciò sono state raccolte informazioni introduttive ed indicazioni sulle dimensioni del fenomeno dell’abbandono e sulle potenzialità del possibile riuso. Questo censimento ha interessato ben 45 comuni distribuiti in 5 province della Calabria in particolar modo l’attenzione è stata focalizzata sulla provincia di Reggio Calabria. Da questa analisi è uscito fuori che nel solo territorio provinciale gli edifici e i complessi edilizi abbandonati (pubblici e privati) sono circa 200 per un totale di 2.672.700mq e 15.403.198mc. Oltre il 60% è in stato di abbandono, di degrado, di inaccessibilità alla fruizione, o, per dirlo in modo ancora diverso, “in condizione di grave sottoutilizzo”. La restante percentuale di questi non è utilizzata ma risulta ancora in buone condizioni e con un grande potenziale sia per il ripristino dell’originale destinazione d’uso che per la trasformazione in altro. Per avere un quadro più chiaro è stata fatta una divisione per tipologia in base alle province ed ai comuni di appartenenza così da poter individuare, per esempio, le varie linee ferroviarie dismesse; diversi chilometri, dove il servizio è sospeso e che rappresentano un patrimonio enorme da recuperare e valorizzare per la mobilità dolce, il turismo sostenibile, la produzione culturale.