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Il fenomeno dello shark finning

di Susanna Tomei

La crescente richiesta di pinne di squalo nei Paesi asiatici per la preparazione della zuppa di pinne (specialità della cucina cinese) ha comportato un notevole incremento del relativo mercato con il conseguente aumento della cattura di squali per l’asportazione delle loro pinne, soprattutto di alcune specie che sono considerate a rischio di estinzione. In conseguenza di ciò, sempre più specie di squalo vengono iscritte nella lista rossa dell’IUCN. 

La 18^ Conferenza delle parti della Convention on international trade in endangered species of wild Fauna and flora (Cop18 Cites tenutasi ad agosto 2019 a Ginevra) ha approvato il rafforzamente delle protezioni per 18 specie di squali e razze minacciate di estinzione, comprese quelle pescate per la loro carne e le loro pinne.

Le nuove specie protette comprendono gli squali mako, i pesci sega e i pesci chitarra. Il problema è che questi rarissimi pesci hanno due grandi pinne dorsali e un grande lobo caudale, molto apprezzati per la zuppa di pinne di squalo. I Mako, le specie di squali più veloci, sono quasi completamente scomparsi dal Mediterraneo e il numero sta diminuendo rapidamente negli oceani Atlantico, Pacifico settentrionale e indiano.

Le diciotto specie sono state ora formalmente approvate per l'introduzione nell'Appendice II del CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) che impone ai Paesi firmatari di renderne tracciabile l'esportazione e di dimostrare che la pesca di queste specie non ne mette a repentaglio la sopravvivenza in natura nel lungo period

102 Paesi hanno votato a favore della proposta, ma 40 – tra cui Cina, Islanda, Giappone, Malaysia e Nuova Zelanda – si sono opposti, alcuni sostenendo che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che gli squali mako stiano scomparendo a causa della pesca.

Si valuta che gli squali uccisi ogni anno dalla pesca commerciale siano più di 100 milioni in tutto il mondo. A mettere in pericolo gli squali è soprattutto l’aumento della richiesta delle loro pinne e questi predatori a crescita lenta e poco prolifici stanno rapidamente scomparendo dagli oceani.