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Si amplia il Parco dell’Appia Antica

Il Comune di Ariccia ha recentemente acquistato la parte occidentale dell’area archeologica dell’Orto di Mezzo lungo la Via Appia Antica utilizzando i contributi destinati da Città Metropolitana Roma Capitale per gli interventi rivolti al recupero del Parco Archeologico dell’Appia Antica nell’ambito del Piano Restauri Provinciale 2001-2003. 

L’ufficio tecnico comunale ha predisposto un progetto di fattibilità dove sono dettagliati gli interventi da eseguire per la sistemazione e la fruizione alla collettività del Parco dell’Appia Antica, corredato dalla relazione storico-artistica dell’Arch. Francesco Petrucci. L’intervento fortemente voluto dall’Amministrazione Di Felice ha come scopo la valorizzazione dell’area archeologica e la valorizzazione paesaggistica di tutto il tratto di Appia Antica compreso nel Comune di Ariccia che va dal Romitorio della Stella, area del cd. tempio di Asclepio, sino al confine con il comune di Genzano. 

Con l’ampliamento delle aree archeologiche aricine lungo l’Appia Antica, si potrà realizzare una valorizzazione e riscoperta di questo tratto della Regina Viarum, dando vita ad un parco archeologico funzionale allo studio dell’arteria romana, garantendo a questa area il riconoscimento di una forte testimonianza storica-archeologica a livello nazionale. 

Propulsore di questa azione di valorizzazione, l’Archeoclub Aricino Nemorense APS che attraverso l’intensa attività di ricerca degli archeologi responsabili dell’Associazione Maria Cristina Vincenti e Alberto Silvestri ha messo in evidenza l’importanza dell’area.  

L’Archeoclub Aricino fa parte del Comitato Nazionale di Appia Day e da anni si occupa anche della ripulitura e valorizzazione dei siti ubicati lungo l’Appia in collaborazione con le maestranze del Comune di Ariccia e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. 

All’interno dell’area archeologica dell’Orto di Mezzo si trovano numerose emergenze archeologiche, visibili e in parte interrate, tra cui i resti di un antico edificio cultuale (III sec. a.C.), Il Tempio dell’Orto di Mezzo, oggi inglobati in un moderno casale utilizzato come magazzino per gli attrezzi, fortificazioni murarie databili tra il V e il III a.C. e cisterne in opera laterizia. Una significativa conferma dell’interesse archeologico del sito, sta nel rinvenimento fortuito, proprio nell’area occidentale, di un importante reperto, attualmente conservato presso il Museo delle Navi Romane di Nemi, venuto alla luce nel 1998. Si tratta della splendida doppia erma in marmo risalente al II sec. d.C. che presenta il particolare bifrontismo barbato/imberbe caratteristico nell’uomo doppio aricino (Virbio) e che raffigura Herakles in due momenti diversi della vita: la giovinezza e la maturità. 

L’area va ad aggiungersi alle altre proprietà comunali dislocate lungo la Regina Viarum al XVI miglio dove insisteva la prima stazione di posta per il cambio dei cavalli (mansio) dopo Roma, quali il Parchetto Savelli-Chigi, di circa cinque ettari, l’area archeologica del Torrione Chigi e la cd. necropoli del Satiro ai piedi di Colle Pardo. 

Nell’ultimo tratto della Via Appia Antica ad Ariccia si conserva inoltre un grandioso monumento viario in opera quadrata che sopraeleva il lastricato della Regina Viarum, noto come Sostruzione, definita “magnifica” da Giovan Battista Piranesi. Si tratta difatti di uno dei più spettacolari manufatti di tutto il percorso della strada romana da Roma a Brindisi, con il quale la via supera il vallone a sud-est dell’abitato di Ariccia. Si auspica che in un prossimo futuro si possa ricostruire l’unità territoriale e paesaggistica del Parco dell’Appia Antica tra le aree separate per arrivare al completamento del Parco nella zona sud e a realizzare il sogno di Antonio Cederna: la costituzione di un grande parco dalla Capitale ai Castelli Romani. Questa strategia di sviluppo legata all’ecoturismo e al turismo slow dei cammini, che coinvolge anche il settore enogastronomico, potrebbe divenire il punto di forza attrattivo della città dei Castelli Romani, l’antica Aricia dei latini, che vanta oltre al patrimonio archeologico altre eccellenze ambientali come il Parco Chigi, ultimo lembo del bosco sacro di Diana, la collina di Colle Pardo a confine con Genzano, oltre all’ingente patrimonio storico-artistico costituito dal Complesso Berniniano di Piazza di Corte (Chiesa di S. Maria Assunta, Palazzo Chigi) a cui si aggiunge all’inizio di Corso Garibaldi la Locanda Martorelli - Museo del Grand Tour.