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Land Art sulla via Francigena

di Susanna Tomei

La Valle del Sorbo, a pochi chilometri da Roma, è vicina alla via Cassia Veientana e confina con la Valle di Baccano. Il cratere del Sorbo costituisce il residuo di una serie di attività esplosive del Vulcano Sabatino, nella sua fase finale di attività. La sovrapposizione di materiali piroclastici a precedenti stratificazioni argillose e il loro parziale consolidamento in forme meno erodibili, sono alla base dell’attuale paesaggio con valli ampie costeggiate da pareti scoscese. I pascoli costituiscono l’aspetto caratteristico del paesaggio. 

Sito di Importanza Comunitaria, e attualmente annoverata tra le Zone Speciali di Conservazione, la Valle del Sorbo è rappresentativa dei tipici valloni tufacei della Campagna Romana, con un habitat fluviale ben conservato. Un’ampia vallata centrale è percorsa dal fiume Crèmera e dalla via Francigena e si dirama lateralmente in una serie di diverticoli destinati al pascolo brado di cavalli e vacche maremmane. Ai margini, i versanti collinari e le ripide pareti delle forre sono occupati da boschi misti di cerro, roverella acero campestre, acero minore, orniello, carpino nero (Ostrya carpinifolia) e sorbo comune, specie tipiche degli ambienti freschi ed umidi. 

La valorizzazione turistica di questo territorio è centrata sulla presenza della via Francigena che rappresenta la spina dorsale verde della rete sentieristica del Parco e che, costeggiando il fiume Crèmera, percorre la Valle del Sorbo nella sua lunghezza. 

Recentemente lungo la via Francigena è stato inaugurato il primo esperimento di Land Art nel Parco, una mostra collettiva dal titolo Three gates of In-Perfection. Gli allestimenti curati dall’artista e fotografo Angelo Cricchi vedono il proprio coinvolgimento oltre a quello di tre artisti di livello internazionale: Davide Dormino, Giancarlo Neri, Goldschmied & Chiari.

Le opere, posizionate lungo il tratto di Francigena che percorre le Valli del Sorbo, sono il risultato di un esperimento ardito ed interessante avviato dalla Regione Lazio che ha portato al finanziamento dell’installazione di opere d’arte contemporanea lungo i cammini della spiritualità del Lazio (via Francigena del Nord, via Francigena del Sud, Cammino di San Francesco, Cammino di San Benedetto), con la finalità di contribuire alla valorizzazione dei percorsi, già avviata con precedenti azioni. 

Atlante di Davide Dormino, Dialogo Infinito di Giancarlo Neri e Connessione di Goldschmied & Chiari sono le tre opere concepite per tre luoghi diversi lungo quel tratto di via Francigena che dal Santuario della Madonna del Sorbo arriva alla Mola di Formello. Tre porte lungo la Francigena, ma anche tre tipologie di materiale.

L’unicità del progetto è consistita nel rivolgersi direttamente agli artisti, chiamati a misurarsi con i valori storici e spirituali dei diversi cammini per realizzare degli interventi in grado di interagire armoniosamente con il paesaggio e la natura dei luoghi.

Con questo presupposto gli interventi sono stati pensati e realizzati a seguito di un’intensa attività di ricerca e di scambio a cui hanno fatto seguito numerosi sopralluoghi nelle Valli, per carpire come variavano i luoghi e le luci nel tempo, ma anche interagire con un contesto naturale di eccellenza.

Gli artisti si sono aiutati e confrontati durante le fasi di ideazione e progettazione, manifestando una singolare coincidenza di ispirazioni, verosimilmente scaturita dal particolare contesto.

La sfida successiva è scaturita dalla necessità di inserire le installazioni in un contesto di pregio ambientale e paesaggistico che ha obbligato ad un confronto con il quadro vincolistico dell’area e con le Pubbliche Amministrazioni detentrici dei vincoli. Un lavoro di confronto che ha comportato la necessità di mitigare gli impatti, ma allo stesso tempo di arricchire la conoscenza del territorio.