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Il valore storicoambientale dei Castelli Romani

di Susanna Tomei

Nel NUOVO numero di Ga un dossier sulla valorizzazione del territorio dei CASTELLI ROMANI.

 

La salvaguardia e la valorizzazione di un territorio con la sua cultura, la sua tradizione, i suoi beni culturali, il suo paesaggio e il suo ambiente naturale, passa prioritariamente per la presa di coscienza dei residenti e dei visitatori, perché un “bene” lo si tutela solamente se lo si conosce e apprezza. 

GAZZETTA ambiente continua con l'opera di valorizzazione della zona dei Castelli Romani e dell'Appia Antica del Lazio, avviata già da tempo (cfr. Ga 1/17, 2/18). 

In questo dossier, con l'aiuto del Conservatore di Palazzo Chigi di Ariccia, architetto Francesco Petrucci, e degli archeologi dell’Archeoclub Aricino-Nemorense nelle persone del Presidente Maria Cristina Vincenti e del Vicepresidente Alberto Silvestri, viene illustrata la valenza storico-archeologica della Vallericcia. 

Nel suo articolo Francesco Petrucci illustra il palazzo ducale di Ariccia, dalla sua origine come Palazzo Savelli fino a divenire Palazzo Chigi espressione dell'ingegno di Gian Lorenzo Bernini e del suo allievo Carlo Fontana, esempio unico di dimora barocca rimasta inalterata nel suo contesto ambientale e nel suo arredamento originario.

Maria Cristina Vincenti delinea la storia del Casino Stazi poi divenuta Locanda Martorelli, storica tappa del Grand Tour. L'edificio storico che affaccia sulla Piazza di Corte conserva nella Sala al piano nobile un ciclo di dipinti murali eseguiti nel 1770-71 dal pittore polacco Taddeo Kuntze. Nel 1820 il Casino fu trasformato da Antonio Martorelli in locanda, frequentata fino al 1880 circa da pittori, poeti e letterati. L’edificio assume un’importanza notevole essendo legato alla memoria degli illustri personaggi (Corot, Turner, Ibsen, Longfellow, Gogol, Costa) che qui trascorsero periodi di studio, diffondendo attraverso le loro opere l’immagine dei Castelli Romani in tutta l’Europa. Nel 1988 la Locanda è stata acquisita dal Comune di Ariccia per diventare sede del Museo del Grand Tour.

Alberto Silvestri rievoca la figura del cardinale Antonio Despuig y Dameto, tipico esponente dell’illuminismo e viaggiatore del Grand Tour, che realizzò nel 1789 la prima importante campagna archeologica di scavi in Vallericcia.