Strategie per la comunicazione ambientale dei Parchi
Una informazione consapevole e partecipativa per la tutela dell’ambiente delle Aree protette
di Roberto Sinibaldi
Comunicare l’ambiente, tenendosi a distanza dalle tendenze documentaristiche televisive di tipo disneyano e da quelle scientifiche dal linguaggio iperspecialistico, è tutt’altro che semplice. Considerando che nel nostro Paese si assiste quasi ad un analfabetismo di ritorno che interessa una bella fetta di italiani, il quadro in cui cimentarsi è ancora più complesso. Il direttore del Parco dei Castelli Romani ci illustra un metodo semplice nei concetti, ma che ha bisogno di un grosso lavoro di base per raggiungere dei traguardi apprezzabili. Gli oltre 10.000 visitatori che partecipano alle escursioni organizzate dal Parco rappresentano un patrimonio di influenza e di diffusione della conoscenza, che va molto al di là del pur interessante indotto economico prodotto dalle stesse visite. Del resto la comunicazione, in un quadro ormai piuttosto sfilacciato dal punto di vista delle gerarchie amministrative, rappresenta uno dei pochi punti di forza sul quale un Parco può puntare, uno strumento che, se opportunamente utilizzato, crea partecipazione, consapevolezza e consenso: la materia prima per dare legittimità amministrativa a qualsiasi soggetto pubblico, ma in particolare ai Parchi, spesso additati come portatori di vincoli e limitazioni, che invece – bisogna spiegare – sono i forzieri da cui attingere ricchezze irriproducibili e per questo di ancora maggior valore.
Comunicare, in un flusso narrativo nel quale ciascuno possa riconoscersi e identificarsi, riscoprire le storie, le leggende, i miti, per coinvolgere i cittadini del luogo e renderli consapevoli che non sono solo semplici abitanti, ma componenti di una comunità con un patrimonio denso e articolato, questo è l’obiettivo.

